venerdì 18 febbraio 2011

Something of lurid

Nicole Minetti è una splendida persona, intelligente, preparata, seria, si è laureata con il massimo dei voti, 110 e lode, si è pagata gli studi lavorando, è di madrelingua inglese e svolge un importante e apprezzato lavoro con tutti gli ospiti internazionali della Regione.

Papi, telefonata a L'infedele, 25 gennaio 2011

La "splendida persona", che non parla ai giornali e ai telegiornali italiani, ha fornito la sua visione del bunga-bungagate in un'intervista esclusiva alla CNN (dei brani possono essere visti qui e qui). Naturalmente, tutti ne escono benissimo: né lei né Papi hanno saputo che Ruby era minorenne fino alla famosa notte in questura, alle serate di Arcore c'erano solo discussioni di politica, barzellette e musica. La sola allusione al fatto che lei si sia mostrata in topless a quelle serate è "very much laughable", e d'altra parte Papi "is a really great man, he is generous, he is good, good in the heart". Non senza una punta di (involontaria) ironia, la splendida laureata conclude dicendo che "he is not afraid in believing and investing in young people".

Al di là del contenuto c'è però una cosa che ha messo in agitazione gli internauti italiani, ed è il livello di inglese della "madrelingua" Minetti. Intendiamoci: se fossi intervistato dalla CNN, farei una figura peggiore di lei, sia per ragioni estetiche (ma io, almeno, non mi sono fatto gonfiare le labbra) che per ragioni linguistiche. Viste le performance linguistiche dei nostri connazionali a cui siamo abituati, la Nicole ci fa fare un figurone alla tv americana. Ma io stesso, che pure non sono madrelingua inglese, ascoltando l'intervista sono rimasto perplesso su un paio di punti.

Il primo che mi ha dato da pensare è stato

the parties were definitely much different respect of how the press describes them

('le feste erano decisamente molto diverse da come le descrive la stampa'). Quel "respect of how" proprio non mi tornava. Così, come ormai sono abituato a fare quando ho un dubbio linguistico, sono andato a cercare la frase "different respect of" su Google, e la maggior parte dei primi siti che mi sono apparsi erano proprio commenti sulle competenze linguistiche della Minetti di internauti che mi avevano preceduto (ad esempio Luca Dini di Vanity Fair). Quel respect of, ovviamente, è una traduzione letterale dell'italiano rispetto a, che però, in inglese non vuol dire niente.

Tra l'altro, prima di emettere una condanna definitiva sull'anglo-minettiano, ho fatto ascoltare l'intervista a un (vero) madrelingua inglese, che, da linguista qual è, mi ha risposto - testuali parole - "se è la sua lingua materna, ha sofferto non poco del contatto con la sua altra lingua materna".

Un'altra frase pronunciata dalla Minetti, e che personalmente non avevo notato, ma che Dini e altri hanno messo in evidenza come un barbarismo, è che nelle festine bungabunghesche non succedeva "noting of lurid". Ora, già in inglese l'espressione niente di si traduce nothing tout court, senza preposizione, e in più, sicuramente la splendida persona voleva dire che chez Papi non succedeva niente di sporco. Il problema è che, se lurido e lurid hanno la stessa etimologia, secondo, ad esempio, il dizionario Merriam-Webster l'aggettivo inglese significa piuttosto 'repellente, scioccante' o anche 'grigiastro'.

La frase che personalmente mi ha colpito di più, tuttavia, è stata la seguente:

there is a music room, let's call it, in which there can be some soft music rather than more modern music

('c'è una stanza della musica, chiamiamola, in cui ci può essere della musica soft piuttosto che della musica più moderna'). Ho tradotto letteralmente la frase per mostrare, da una parte, gli italianismi che la Minetti ci ha ficcato dentro, e dall'altra, qual era già il tenore della frase italiana da cui è partita. Quello che la splendida vuol dire è che nello scantinato del bunga bunga c'era della musica soft e della musica più moderna. Già quel ci può essere, tradotto con there can be, invece di c'è mi sembra un esempio della ridondanza cui tende il registro linguistico snob e pseudo-ricercato che, assai probabilmente, la Minetti adotta anche in italiano. Ma la perla è sicuramente quel rather than che traduce l'italiano piuttosto che. Il problema è che in inglese rather than può esprimere soltanto un'alternativa esclusiva, per cui la frase pronunciata dalla splendida in inglese non è erronea, ma significa che nello scantinato non c'era musica moderna, ma soltanto musica soft, che non è, come abbiamo visto qui sopra, quello che lei voleva dire. L'uso di piuttosto che come semplice disgiunzione al posto di oppure è un altro tratto di un certo parlato snob ed è regolarmente additato dagli appassionati del bel parlare (ad esempio qui o qui). Addirittura il sito dell'Accademia della Crusca riporta un articolo di Ornella Castellani Polidori dedicato alla questione, cui rimando per maggiori dettagli. Quello che è interessante, però, in quell'articolo è la caratterizzazione sociolinguistica che l'autrice fa di questo uso linguistico. L'ambito sociologico in cui il piuttosto che disgiuntivo spopola sembra un ritratto fedele dell'humus su cui è fiorito il berlusconismo, si tratta, infatti, di "una voga di origine settentrionale, sbocciata in un linguaggio certo non popolare e probabilmente venato di snobismo" e di "un uso invalso tra le classi agiate del Settentrione".

Insomma, bisogna ammettere che la Nicole sa esprimersi bene in italiano piuttosto che in inglese. Ma madrelingua… Qualcuno potrebbe dire che è madrelingua come Ruby è ventiquattrenne: meglio non fidarsi delle apparenze…


Disegno di Fogliazza

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