
Chi non conosce il petit Nicolas (e fa male!), può rimediare andando a vedere l'omonimo film, appena uscito in Italia che, devo dire, non è per nulla male. Il petit Nicolas è la seconda creatura di René Goscinny - uno degli inventori di Asterix - ed è stato illustrato da Sempé. Benché in Italia sia praticamente sconosciuto, in Francia è un'istituzione. Io ne devo la scoperta alla mia lettrice di francese in prima liceo, ma l'ho conosciuto bene solo negli ultimi anni e ne è valsa la pena. Le avventure del petit Nicolas, piccole storielle di cinque o sei pagine, si svolgono quasi tutte tra la scuola, la casa e il prato dove la sua banda di amici si ritrova. Inutile dire che tutte le storie girano intorno alle scorribande di Nicolas e dei suoi amici, ai loro problemi scolastici, all'inadeguatezza cronica dei genitori a svolgere il proprio ruolo, e che, tra gli amici di Nicolas, tutti i tipi umani sono rappresentati: il secchione, il somaro, il figlio di papà, l'attaccabrighe, il mangione... Una delle cose migliori delle storie del petit Nicolas è l'ambientazione. Nicolas vive in una non precisata città francese, che assomiglia maledettamente a Parigi e, benché nelle sue avventure non vi sia mai un riferimento temporale preciso, diversi indizi (dagli elettrodomestici presenti in casa al rapporto tra la maestra di Nicolas e gli allievi) ci permettono di collocarle tra la fine degli anni '50 e la metà dei '60, ossia il periodo in cui sono state scritte (la prima storia è uscita nel 1959), e il film è anche lui ambientato in degli pseudo-anni '60. Per questo, guardando il trailer della versione italiana, ho trovato una nota stonata. Nel trailer ad un certo punto Nicolas esclama "fico!". Nella versione francese corrisponde a "chouette!", che è una delle esclamazioni preferite del personaggio. Chouette corrisponde effettivamente a 'bello', 'carino', e in generale si usa come aggettivo ed esclamazione positiva. Però è soprattutto una parola che poteva stare in bocca ad un bambino negli anni '60 e non possiede la connotazione volgare e sessuale che ha in italiano. E' vero che oggi questa connotazione si è molto annacquata e che un bambino di 10 anni può tranquillamente esclamare "fico!" in famiglia senza essere ripreso, ma il senso di décalage tra, appunto, l'ambientazione del film e questa esclamazione è evidente. Purtroppo non ho a disposizione dati precisi sulla comparsa di fico nel senso in questione in italiano, ma è probabile che si sia diffuso negli anni '70, e comunque dopo il '68, ed è di origine romana (è quello che sostiene ad esempio Michele Loporcaro, che ha scritto diversi articoli su questa espressione). A proposito dell'etimologia di fico, sembra proprio che non sia quella che pensate (e che pensano diversi dizionari)... Sempre Loporcaro ha sostenuto che la parola deriverebbe da una reinterpretazione dell'aggettivo romanesco ficaccio (storpiatura popolare di efficace) come contenente il suffisso -accio che, una volta tolto, dà appunto fico.

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