martedì 3 marzo 2009

Contro le faccine per la libertà >:-(

L'altro giorno andando a fare la spesa mi sono imbattuto in un programma alla radio (la registrazione è disponibile qui) in cui uno, di cui ho appreso dopo che è uno scrittore francese piuttosto in voga in questo momento, Charles Dantzig, parlando di Facebook, si lasciava andare all'ennesima giaculatoria contro il linguaggio delle chat, e in particolare contro le "emoticons" (che con Facebook c'entrano come i cavoli a merenda, peraltro). Il tono era il solito tono apocalittico di tutti quelli che si oppongono per ideologia a qualsiasi innovazione linguistica venga da Internet e dai mezzi di comunicazione elettronici in generale. Secondo questo Dantzig, l'esistenza di segni che indicano l'attitudine dello scrivente (in particolare, si parlava di un "punto di ironia", di cui parlerò più dettagliatamente qui sotto) costituisce "una regressione intellettuale terribile" perché chi non è in grado di non cogliere l'ironia in un testo manca di spirito, e quindi non è degno di percepirla. Quello che mi ha colpito, però, è stata soprattutto la sua ultimissima frase, in cui Dantzig ha voluto, nella più pura tradizione francese e con scarso senso della misura, darci una massima degna del miglior Hugo:
Avere un punto di ironia è pericoloso per la libertà.
Nientepopodimeno. Veniamo al punto di ironia di cui si parlava nella trasmissione. Secondo Dantzig sarebbe stato inventato da Raymond Queneau. In realtà ho fatto qualche ricerca rapida su Internet, e ho scoperto alcune cose interessanti. Innanzitutto, che il punto di ironia non è stato inventato (e, sembra, neanche utilizzato) da Queneau. Queneau aveva adottato, invece, il punto di indignazione (¡), che era stato, a quanto pare, inventato da Hervé Bazin nel 1966 insieme ad altri segni di punteggiatura, come il punto di dubbio, di certezza, etc.
Quanto al punto di ironia, ne ho scoperti almeno tre. Uno è stato utilizzato proprio da Bazin, e per lui aveva la forma della lettera greca psi (Ψ) con sotto un punto. Un altro aveva la forma di un punto interrogativo rovesciato (؟) ed era già stato inventato alla fine del XIX secolo, sempre da un francese, un certo Alcanter de Brahm. Infine, l'uso del punto esclamativo rovesciato è stato proposto negli Stati Uniti come punto di sarcasmo.
Come si vede, il desiderio di marcare l'ironia, e altri sentimenti, con la punteggiatura precede, e di molto, l'avvento dei computer, della lingua delle chat e delle emoticons. Un po' la stessa cosa della tanto vituxata (o dovrei dire "vituperata"?) x al posto di "per".
E con buona pace dei catastrofisti à la Dantzig, addirittura un simbolo che rappresenta iconicamente una faccina che ride risalirebbe alla fine del XIX secolo (l'emoticon "ufficiale", come la conosciamo oggi, sarebbe nata, invece, nel 1982). Qualche tempo fa Language Log aveva pubblicato alcuni post in merito, e apparentemente nel 1887 il saggista americano Ambrose Bierce aveva proposto, in un ironico progetto di riforma della lingua inglese, di introdurre uno "snigger point" (un "punto di sogghignamento"), la cui forma ricorda quella di una bocca sorridente, e, sorpresa, compare nella gamma di simboli del mio Word: ‿. La citazione originale può essere letta qui. Ne riporto la traduzione di un brano:
Nella riforma della lingua chiedo di introdurre un miglioramento nella punteggiatura - un punto di sogghignamento, o di risata. E' scritto così ‿ e rappresenta, il meglio possibile, una bocca sorridente. Deve essere aggiunto, insieme al punto, ad ogni frase scherzosa o ironica; o, senza il punto, ad ogni parte scherzosa o ironica di una frase altrimenti seria - come: "Il signor Edward Bok è la più nobile delle creature di Dio ‿."
La novità, rispetto ai segni di punteggiatura che ho citato, è che quelli sono invenzioni di autori per lo più eccentrici e strampalati, che non hanno avuto alcun successo, mentre le emoticons sono pervasive. (Almeno nella lingua di Internet, ma sospetto che non riusciranno ad imporsi tanto facilmente nella lingua scritta tout court). Dimostrano, però, che il desiderio di esprimere sfumature più ampie delle due o tre che permettono i segni di punteggiatura tradizionali non è recente, e va di pari passo con l'evoluzione della lingua e della scrittura. Lo stesso desiderio, d'altra parte, è alla base dell'uso ripetuto del punto esclamativo (!!!) o dell'alternanza di punti esclamativi e interrogativi (?!?!). Le emoticons esprimono allo scritto sfumature e sentimenti che all'orale sono comunque espressi con altri mezzi espliciti (l'intonazione, la gestualità, le espressioni), e scommetto che Dantzig non sottoscriverebbe la frase "Dare un'intonazione ironica alla propria frase è pericoloso per la libertà".

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