mercoledì 11 febbraio 2009

Eluana vista dalla Francia

Un articolo apparso oggi su le Monde parla della vicenda di Eluana Englaro, (che, perdinci, ha anche un cognome!) e della tempesta politica che ha scatenato. Ne traduco alcuni brani per farne beneficiare anche chi non legga il francese. Non ne usciamo bene.
La Francia ha legalizzato l’eutanasia. Non stupitevi, avete letto bene. Guardate quello che è successo in Italia. Silvio Berlusconi, sostenuto dalla Chiesa cattolica e dal Vaticano ha scatenato una tempesta politica per evitare che Eluana Englaro – una donna di 38 anni in coma vegetativo irreversibile in seguito ad un incidente stradale avvenuto nel 1992 – potesse beneficiare di una “morte dolce”. Da diciassette anni la vita di questa donna dipendeva soltanto dalla sonda che la alimentava e la idratava.
Il 6 febbraio, in accordo con la famiglia, i medici hanno “staccato la spina” ad Eluana e le hanno somministrato dei sedativi perché se ne andasse senza soffrire. Si è spenta lunedì 9 febbraio. Suo padre, dopo dieci anni di battaglie giuridiche, aveva ottenuto, nel novembre del 2008, una sentenza della Corte di cassazione italiana che autorizzava a lasciar morire la donna, cioè ad interrompere la sua alimentazione artificiale.
“Lasciar morire”, non vi dice qualcosa… E’ esattamente quello che è stato istituito in Francia dalla legge Léonetti del 22 aprile 2005 dopo vari mesi di discussione con rappresentanti del mondo della salute, storici, filosofi, giuristi e… religiosi. E’ ascoltando quello che si dice in Italia che si misura l’importanza del passo che è stato fatto in Francia nel trattamento della fine della vita.
“Eutanasia inaccettabile”, tuona Benedetto XVI, “omicidio” rincara la dose il ministro della sanità, “crudeltà” dice Berlusconi. E’ in nome della “dignità” e del “rispetto della vita dalla concezione alla sua fine naturale” che la Chiesa cattolica ha cercato di far sì che Eluana continuasse ad essere alimentata.
Ma di che dignità stiamo parlando? […]
In Italia la vita sembra appartenere alla Chiesa, a Dio, “solo padrone della vita e della morte”, e poco importa la decisione della giustizia di autorizzare a staccare la spina ad Eluana, e poco importa il rispetto di quanti non hanno la fede. L’eutanasia è evocata a sproposito in quella che è una prova di umanità. “Sono un vecchio medico che si è sempre preoccupato di salvare delle vite umane. Ma ora faccio una cosa giusta. Aiuto una persona a compiere le sue ultime volontà, una persona senza difesa che è stata tradita da tutti tranne da suo padre e pochi altri”, ha spiegato il medico di Eluana. Se la vita ha un senso, qual era quello della vita di Eluana? La sua vera vita si è fermata su una strada il 18 gennaio 1992.

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